Il prospetto, purtroppo non in ottimo stato, fu completato nel 1930 con il rifacimento del timpano ed il completamento del campanile.
Questi lavori furono possibili grazie alle offerte di numerosi licatesi e al generoso contributo del marchese Cannarella, allora podestà di Licata.
Sotto il campanile, venne murata una lapide a testimonianza del suo impegno.
Il prospetto è costituito da due parti divise da un cornicione, sono presenti quattro nicchie, due per lato in altezza, racchiuse da paraste. Sul portale d’ingresso è posta la lapide relativa alla dedicazione della chiesa.
Nella parte superiore è presente, al centro, una bifora che ha funzione ornamentale ed in alto si eleva il timpano sorretto dai capitelli ionici delle paraste. Unito al prospetto, sorge il campanile ad angolo con piazza Duomo, su cui si apre il vano campanario.
La fiancata sinistra si adagia ai vecchi palazzi Frangipane e Cannada. Invece la fiancata destra, cui sono unite la canonica e i locali parrocchiali, si apre nella piazza Duomo, dove al centro è collocata una villetta che ospita la statua della Madonna di Fatima, inaugurata nel 1951 in occasione del Congresso Eucaristico Mariano celebratosi a Licata.
L’ultimo restauro del prospetto risale al 1968, mentre l’anno dopo fu presentato un progetto di restauro del campanile, a causa del continuo distacco di parti d’intonaco. Fu così che dopo accese proteste, come la vicenda curiosa dell’arciprete mons. Bellino che spediva per posta agli uffici competenti di Palermo i mattoni caduti, il campanile fu in qualche modo consolidato nel 1976. La vicenda finì addirittura sulla rivista “Grand Hotel” del 1973 con una simpatica vignetta di Walter Molino.
Il restauro della chiesa, avvenuto dopo l’incendio del 1988, non ha previsto la ristrutturazione del prospetto che non si presenta in buone condizioni.
La parte absidale di forma circolare, ricade sulla via Sott.te Sapio e poggia su delle antiche pietre che, presumibilmente, sono quelle della preesistente e piccola chiesa o che arginavano il mare che nel passato arrivava nei pressi dell’attuale villa.
Sull’abside è incastonata una croce in pietra ed un’iscrizione in latino.
di Pierangelo Timoneri